l’arrivo dei superstiti del giro del Parco
Le località toccate durante la terza tappa, quella del rientro.
Anche la giornata di oggi è stata caratterizzata dal maltempo. Nonostante questo i ciclisti hanno inforcato le loro biciclette a Biassa, dopo essere stati intervistati dal Parco Nazionale delle Cinque Terre e si sono diretti verso Castelnovo ne’ Monti.
A Fivizzano è stata fatta una breve sosta per partecipare alla manifestazione “Sapori” e poi si è affrontato il passo del Cerreto, la pioggia e il freddo per arrivare sani e salvi a Castelnovo ne’ Monti.
Sarà che sono abituati a pedalare anche in condizioni meteorologiche avverse, sarà che sono dei veri sportivi, i ciclisti dell’Università del Pedale non vedono m’ora di ripartire alla scoperta di altre meraviglie del nostro Parco e dell’Appennino.
L’intervista realizzata dall’ufficio comunicazione del Parco Nazionale delle Cinque Terre.
Ecco la mappa aggiornata con le località toccate durante la tappa di oggi.
La giornata non è stata molto positiva. E’ iniziata sotto una pioggia torrenziale che ha impedito di rispettare la tabella di marcia.
Poco male, i nostri ciclisti ne hanno approfittato per dedicarsi alla cultura e allo studio. Hanno, infatti, visitato ben due musei, quello naturalistico e, soprattutto, il Museo di storia del territorio e del paesaggio dell’Appennino Tosco Emiliano che aprirà ufficialmente il 6 giugno prossimo.
Una mattinata di studio ha affaticato i nostri eroi più che una giornata in bicicletta!
Solo dopo pranzo qualche spiraglio di miglioramento ha consentito di inforcare le biciclette e ripartire alla volta di Biassa, dove sono arrivati verso le 19 per andare a sistemarsi nell’ostello “Tramonti” e poi a cena al Colle del Telegrafo.
Un paio di “incidenti tecnici” hanno rallentato il percorso, costringendo la carovana a fermarsi per intervenire.
Sono ancora tutti vivi, pare, e sperano di vedere un po’ di sole domani per andare a bagnarsi nel mare di Riomaggiore, prima di ricominciare la salita che li porterà a Fivizzano e poi di nuovo a casa, a Castelnovo ne’ Monti!
Qualche informazione su Biassa, da terredilunigiana.com
Biassa si trova lungo la strada litoranea che porta alle Cinque Terre. Già ricordato nel XIII secolo come “comunitas Blaxiae”, della stessa epoca è il vicino castello di Coderone e della chiesa di Santa Maria Maddalena, oggi entrambi in rovina. La fortezza venne eretta per volontà di Genova per difendere la zona da Pisa, insediatasi nella vicina Carpena. Attorno a questo nucleo si riunì la comunità proveniente dalle pendici dei monti Verrucoli e Parodi. L’antico borgo era il centro della parrocchia di San Martino, dalla quale si staccò Carpena alla fine del XIII secolo, diventando parrocchia a sua volta e provocando la decadenza del borgo.
Con la perdita della funzione militare del castello, la costruzione venne abbandonata e gli abitanti si spostarono più a valle formando l’odierna Biassa. La sua economia si basava sulla coltivazione dei vigneti di Tramonti, nel versante occidentale della collina e nel XIX secolo, sulle cave estrattive per la costruzione delle opere militari del golfo. Oggi Biassa si presenta con case addossate le une alle altre, con bei portali in arenaria, e al centro la chiesa di San Martino, in stile romanico.
Con il nome di Tramonti di Biassa si comprendono Schiara, con la chiesetta di Sant’Antonio, Monesteroli, con l’enorme scoglio del Montonao e lo spiaggione del Nacchè e La Fossola, con la chiesetta dell’Angelo Custode. Di Tramonti di Campiglia fanno invece parte Case Persico e il Navone, poste dopo le scogliere del Muzzerone e raggiungibili a piedi da Campiglia, così come Schiara e Monesteroli si raggiungono passando dalla strada che da Biassa va verso il Monte Parodi, passando dalla palestra nel verde e la fontana napoleonica di Nozzano.